Foto gentilmente concessa da
Ph.Umberto Sofo
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Gli eventi dell' "Associazione Musicale Antonio Vivaldi" saranno disponibili
presso la Sala Concerti sita in Via Kennedy. L'ingresso è libero.

Presidente dell'Associazione: Alessandra Maresca
Direttore artistico: Maria Cristina Branda
Segretario artistico: Carmen Zupi Castagno


Tramite questa sezione saranno messi online tutti i nostri appuntamenti
e le news relative all'Associazione Vivaldi.

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  • DOMENICA 11 APRILE 2010, ORE 20,00, PIANOFORTE: Kristina Kulish

    Kristina Kulish: una tastiera tra Ucraina e Italia
    Domenica la pianista specializzanda nel nostro conservatorio si esibirà a Sapri per il pubblico dell’Associazione “Antonio Vivaldi”

    Sarà il pianoforte l’assoluto protagonista dell’abituale appuntamento domenicale dell’affezionato pubblico dell’Associazione “Antonio Vivaldi” di Sapri. I riflettori dell’auditorium delle Scuole Elementari “J.F.Kennedy” si accenderanno, alle ore 19, sulla tastiera ucraino-italiana di Kristina Kulish, specializzanda presso il Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno. La serata verrà inaugurata da due delle quattro ballate op.10 di Johannes Brahms, pagine, datate 1854, decisamente singolari, poiché oltre al valore musicale, costituiscono l’unica “incursione letteraria” compiuta dal genio di Amburgo, nel campo della musica pianistica. La solista eseguirà la prima ballata, un Andante in Re minore, legata ai celebri Stimmen der Volker, di J.G. Herder, in cui è contenuto il poema “Edward”. La pagina è incentrata su di un agghiacciante dialogo tra madre e figlio, nello spirito lugubre delle leggende nordiche. Vi compare il motto beethoveniano del “destino”, motto che Brahms tratta, soprattutto al suo secondo apparire, alla stregua di un motivo operistico. L’omaggio a Brahms sarà sigillato dalla terza ballata, un Intermezzo in Si Minore, un intermezzo fantastico, scuro, inquietante, influenzato dal tetro soggetto iniziale. Delicato e poetico è, per contrasto il Trio, che si rifugia nei registri acuti, in un alternarsi quasi maniacale di sfumature sonore. Kristina Kulish concluderà la parte romantica del programma con la sonata op.22 in Sol minore, composta da Robert Schumann nel 1838. La pagina inizia con un movimento esagitato, “Più presto possibile”, che si svolge in una concentrazione espressiva e formale ignota ad altri tentativi del musicista. Udiamo, infatti, ben distinti i due temi, il loro sviluppo e la finale riesposizione. L’Andantino deriva il proprio bel motivo da un Lied: esposto nella sua forma più semplice, va arricchendosi nelle variazioni ornate che seguono fino alla ripresa del motivo che restaura la spoglia sonorità iniziale. Ed ecco lo Scherzo, burlesco ed eccentrico, ma equilibrato nella struttura e sintetico nella durata. Infine, un decoroso finale, un Rondò, vivace quanto basta, senza stranezze e privo di tensioni, il vero finale classico, il “lieto fine” in cui si annullano e riequilibrano le conflittualità insite nei primi movimenti. La seconda parte della serata verrà aperta dalla Sonata in Re minore op.14 di Serghej Prokofiev, composta nel 1912. Il primo tempo è una forma-sonata perfettamente individuabile anche al semplice ascolto : il tema di sortita (una piccola canzone A-B-A) è nettamente separato dal tema di transizione, in tempo Più mosso, il secondo tema dolorosamente sognante (Tempo primo) non potrebbe essere ... più secondo tema di com'è; altrettanto differenziato espressivamente è il brusco tema di conclusione. Lo sviluppo, molto ampio, è condotto magistralmente, dapprima con il secondo tema e il tema di conclusione, poi con la sovrapposizione di elementi tematici diversi : sapienza contrappuntistica e scrittura pianistica di una chiarezza abbagliante sono qui dispiegate, con regale nonchalance. La riesposizione, abbreviata, è regolare, e la coda sul primo tema, sintetica e dura, conclude in modo perfetto una composizione che rapportata all'età dell'autore, ventun anni, ci lascia sbalorditi. Tra il 1911 e il 1912 l' "'affinamento sentimentale" è avvenuto, e Prokofiev ha potuto peremettersi di usare didascalie tritamente tardoromantiche come tristemente e dolce, oltre allo scherzando che rivela la sua inclinazione al grottesco.Grottesco macabro che esplode nello Scherzo in La minore, feroce nella prima e nella terza parte, derisorio nella parte centrale, una molle e sensuale danza con andamenti di gavotta. Il terzo tempo, in Sol diesis minore, è cupo, ipocondriaco : due didascalie con tristezza e il basso, tenebroso, ci sorprendono se pensiamo alla fama di lucido "modernista" che circondò Prokofiev ma non se ascoltiamo questa pagina con il cuore oppresso, appunto, da una cosmica tristezza. Più volte si è accostato l'Andante al Vecchio castello dei Quadri di una esposizione di Mussorgski. La costruzione formale è singolare : primo tema, secondo tema, variazione del primo tema, variazione del secondo tema. Il primo tema del finale nasce, anche se la derivazione è molto sottile, dal primo tema del primo tempo, ed è sviluppato come una tarantella tragica.
    Il secondo tema è costruito su un elemento ritmico martellato e su un elemento melodico "sguaiato" che ricorda le canzoni popolari russe eseguite con la fisarmonica. Ma riappare - dolcissimo e molto espressivo - il secondo tema del primo tempo, prima esposto, poi distorto grottescamente. Lo sviluppo è un'altra dimostrazione della maturità di Prokofiev quale contrappuntista e strumentatore per pianoforte. Terrificante un suono di campana in un episodio indicato con “giocoso” che risuona più volte con una violenza estrema. La riesposizione è regolare ma viene variata nell'ultima parte con altri virtuosismi contrappuntistici. Finale di serata affidato alla Sonatine di Maurice Ravel, datata 1905, il cui titolo implica un cenno d’ironia nei confronti della forma-sonata con tutto il suo gravame storico. A quel peso illustre Ravel non soggiace, riuscendo a snellire l’antica forma, riducendo a poco o a nulla le dimensioni degli sviluppi e conferendo ai temi un’aforistica agilità. Aloni armonici, vasti arpeggi, ottave, bassi profondi: il sontuoso lascito del pianismo romantico viene allontanato, nei tre tempi Moderè, Mouvement de minuet e Animé, con un gesto delicato ma inflessibile, che deterge l’orizzonte, mettendo a nudo un limpido sfondo, su cui vibra gentilmente il ricordo degli antichi clavicembali.
    Olga Chieffi